Didattica

 
Ipotesi di percorso per la scuola superiore
 

I grandi cambiamenti culturali, le profonde trasformazioni economiche e strutturali che hanno accompagnato il passaggio da una società prevalentemente agraria a quella attuale, postindustriale e postmoderna, hanno determinato anche un nuovo modo di mangiare e di stare a tavola.La cucina, l'alchimia del cibo che si trasforma, era custodita all'interno della famiglia dalla linea femminile: la sapienza culinaria passava di madre in figlia. L'esodo delle donne dal focolare domestico e la crescita esponenziale delle famiglie nucleari hanno delegato, in una certa misura, la preparazione del cibo alle industrie alimentari. Il prêt à manger (i piatti già pronti per la tavola, le verdure pulite e tagliate...) ha preso negli ultimi anni sempre più piede nell'esercito di single ma anche nelle famiglie più tradizionali.Sono lontani i tempi in cui, in occasione del rito dei pasti, la famiglia si riuniva e si ritrovava intorno alla mensa comune; oggi viene attribuita al cibo una funzione prevalentemente fisiologica e necessaria. Quei codici e quelle tradizioni alimentari sopravvivono nelle grandi feste e nelle ricorrenze particolari: il Natale, la Pasqua... hanno conservato la loro sacralità, fatta di riti, regole, sapori, alimenti tradizionali.
 
Se sono saltate le strutture e le regole della tavola, l'ordine che nel tempo la cultura aveva consolidato nel governo del rapporto con il cibo, tuttavia ancora oggi si riconosce il valore socializzante del momento del convivio: gli amori, come le feste in famiglia o i rapporti di lavoro si consolidano meglio davanti ad un piatto di pastasciutta e un buon bicchiere di vino, forse perché a tavola ci si trova ad essere più veri, più se stessi e quindi più disposti ad accettare gli altri.
 
È anche per questa ragione che i giovani amano ritrovarsi insieme nei pub, nei fast food, nelle pizzerie ….. Non amano stare in casa, vivono gran parte della giornata fuori e, come d'altronde accade anche per i loro genitori, si nutrono come e dove capita, preferibilmente scegliendo merendine, spuntini, panini. Già dal mattino la colazione viene consumata nei bar e, se pure i mass media e la pubblicità ci mandano messaggi accattivanti di felici nuclei familiari riuniti davanti a latte fumante e biscotti che rievocano antichi sapori, la realtà metropolitana è distante da questa idilliaca immagine. Sono pochi i lavoratori che, in particolare nelle aree metropolitane, hanno la possibilità di rientrare a casa all'ora di pranzo, che si riduce ad un frugale panino mangiato in piedi in un bar.Il pasto principale è diventato ormai un po' per tutti la cena, unico momento nell'arco di tutta la giornata in cui la famiglia si riunisce, se pur davanti alla televisione. È proprio da questo "totem", che troneggia in tutte le sale da pranzo e sempre obbligatoriamente acceso mentre mangiamo, che partono i messaggi pubblicitari che condizionano gli acquisti e la vita di tutti noi, anche in campo alimentare. A fronte dei grandi cambiamenti che hanno attraversato la nostra società, anche i giovani non hanno riferimenti certi per gli stili di vita e gli stili alimentari da adottare.
 
È soprattutto il "gruppo dei pari" che orienta le loro scelte. È nel gruppo infatti, che viene soddisfatto il bisogno di sicurezza, di identità. Sapendo di essere in tanti e "omologati", con lo stesso motorino, lo stesso orecchino e soprattutto con la stessa passione per tutto ciò che è griffato o americano, ci si sente forti, invincibili e scatta l'effetto branco, con le sue regole e le sue mode ben precise, a volte distruttive e perfino mortali. Di fronte all'abbondanza di cibo e alla disponibilità di diversi stili alimentari, e in assenza di regole certe e condivise, i giovani dimostrano il loro disorientamento anche nelle scelte alimentari. Mostrano le loro condizioni e ostentano sicurezza mangiando dove vogliono e con chi vogliono, preferendo fast food e paninoteche e scegliendo solo cibi che incontrano il loro gusto, senza curarsi delle possibili nocività di alcune di queste abitudini. 
 
Del resto, come sostiene lo psichiatra Paolo Crepet, i giovani sono impauriti, incapaci di vedere e progettare il futuro; non sanno bene chi sono, hanno un'identità frantumata, tale da rendere difficile immaginare come saranno da grandi. Sempre secondo Crepet, in una società dove i giovani sono considerati consumatori di beni e dove spesso i genitori, troppo impegnati nel lavoro e a inseguire il successo, sono genitori "incompiuti", è la scuola che deve prendersi carico della crescita e dello sviluppo della loro personalità. Ci riferiamo, però, a una scuola nuova, aperta al territorio e alla comunità locale, non più chiusa nella sua solitudine autoreferenziale, disponibile al dialogo e al confronto con l'opinione pubblica. Superando la difficoltà della solitudine anche "interna" alla scuola, che molto spesso separa gli insegnanti l'uno dall'altro o gli insegnanti dagli studenti o ancora le discipline dai progetti trasversali (le fatidiche e innumerevoli "educazioni") i docenti potranno puntare sulla qualità dell'insegnamento e sulla qualità dell'apprendimento.In un progetto unitario, che proponga la qualità della vita e che sia strumento utile per l'acquisizione della consapevolezza, tutti gli operatori scolastici sono chiamati ad interagire riunificando le discipline ai saperi trasversali, superando la separatezza esistente tra la comunità scolastica e l'ambiente di vita e i problemi quotidiani. In particolare potranno proporre un nuovo modo di insegnare che stimoli i ragazzi ad apprendere, che dia senso ai saperi e valorizzi le abilità di ognuno, che li faccia sentire protagonisti del processo educativo, che li coinvolga e li renda autonomi nelle scelte che dovranno compiere. 
 
IL "LOOK" COMINCIA A TAVOLA?
"La scelta del cibo come sinonimo di moda e tendenza"

FINALITÁ OBIETTIVI GENERALI CONTENUTI
Acquisire un'adeguata motivazione a interagire con la comunità sociale e comprendere il proprio ruolo di "cittadino" nel proprio Paese e nel mondo. Comparare modelli culturali diversi, espressione di differenti contesti storici e geografici. Analizzare gli aspetti strutturali del proprio contesto socio - economico. Saper cogliere il senso delle proprie radici culturali e dell'appartenenza alla propria comunità.
  • I significati sociali e i momenti aggregativi del cibo: occasioni, feste, riti.
  • Riti, tabù e simbologie religiose del cibo. 
  • Il cibo nella letteratura.
  • Il ruolo della donna e l'alimentazione nelle varie culture.
  • Il rapporto tra lo sviluppo storico e le trasformazioni delle abitudini alimentari.
  • Le trasformazioni economico-produttive del settore agro-alimentare.
  • Modalità organizzative di una grande azienda agro-alimentare.
  • La filiera alimentare. 
  • Le figure professionali e le tecnologie nel settore agroalimentare.
  • Grande distribuzione, marketing, pubblicità.
  • I cibi delle festività locali.
  • Procedure di preparazione di alimenti tipici.
  • Botteghe artigianali e figure professionali di ieri e di oggi.
  • Riti e luoghi del "mangiare" nel tempo: trattorie, osterie, mense, self service, fast food.
Sviluppare una coscienza alimentare, attraverso la quale il giovane diventi protagonista delle proprie scelte, per il conseguimento del benessere e della salute psico-fisica e relazionale.  Possedere gli strumenti di analisi per entrare in relazione con la realtà del mondo del lavoro. Conoscere i fattori che condizionano la politica economica del proprio territorio nel settore agro-alimentare. Acquisire capacità critiche di analisi e consapevolezza di sé, per compiere scelte adeguate ai propri bisogni. Riflettere sulle tipologie personali di consumo e sulle relative motivazioni. Decodificare le strutture, i meccanismi e i linguaggi della pubblicità. 
  • Analisi di tecniche di lavorazione e produzione di un prodotto alimentare tipico del proprio territorio.
  • Analisi dei profili professionali specifici e delle opportunità di lavoro.
  • Legislazione europea e nazionale.
  • Il "made in Italy" e i prodotti tipici locali.
  • Repertorio delle aziende agrituristiche del territorio.
  • Le risorse del territorio e l'incremento dell'agriturismo per lo sviluppo economico locale.
  • Le caratteristiche della cultura giovanile.
  • Modelli, valori, miti e riti del consumo; cibi biologici e cibi "light" integratori...
  • Il gruppo come sistema di relazioni che orienta gli stili di vita.
  • La ritualità e i linguaggi non verbali del mangiare e del bere: segni di identificazione, simboli, codici nel gruppo di pari.
  • Le mode alimentari nel gruppo: fast food, paninoteche, pub e ristoranti esotici.
  • Ideali estetici e comunicazione.
  • L'immagine del corpo, come mezzo di comunicazione e seduzione.
  • Rapporti tra produzione, pubblicità e consumatore.
  • L'incidenza economica della pubblicità sul costo di un prodotto.
  • Bisogni reali e bisogni indotti.
  • Pubblicità informativa, persuasiva, pseudo-informativa, pubblicità progresso.
  • Pubblicità e modelli culturali e alimentari "planetari".
  • I prodotti americani: hamburger, hot-dog, jeans, coca cola, chewing gum...
  • I giovani e i nuovi strumenti di comunicazione: gli acquisti su Internet. 
 
  STRUMENTI METODOLOGIA VALUTAZIONE VERIFICHE
ITALIANO, STORIA, GEOGRAFIA, STORIA DELL'ARTE, PSICOLOGIA SOCIALE, RELIGIONE, ECONOMIA, MERCEOLO-GIA, DIRITTO, MATEMATICA, STATISTICA, INDUSTRIE AGRARIE, SOCIOLOGIA, PSICOLOGIA, EDUCAZIONE VISIVA, BIOLOGIA, INFORMATICA. TARGET 14 - 19 ANNI 
  • Ricerca - azione.
  • Lavori di gruppo con differenziazione interna dei compiti.
  • Assistenza tutoriale dei docenti ai singoli gruppi.
  • Lezioni integrative dei docenti.
  • Lezioni integrative di esperti esterni.
  • Interviste.
  • Questionari.
  • Ricerche di documentazione anche multimediale.
  • Visite guidate ad aziende agro-alimentari e a laboratori e botteghe artigianali.
  • Stages, anche estivi, presso aziende.
  • Materiale pubblicitario (giornali, manifesti, buoni sconto, videocassette di spot televisivi registrati...).
  • Normativa nazionale e comunitaria
Sistemazione delle esperienze e degli apprendimenti personali in schede riassuntive. Ideazione e realizzazione di un prodotto di comunicazione (video, pieghevole, altro) sull'orientamento rivolto agli studenti delle scuole superiori. Socializzazione dei risultati di prodotto (video) attraverso conferenze, incontri studenteschi, diffusione attraverso le consulte. Attivazione di occasioni di lavoro nel comparto agroalimentare, collaborazioni stagionali o a termine etc.).
 

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